GIADA FRATINI

Ho sempre sognato di fare la maestra di inglese. Mi divertivo un mondo a scuola e pensavo che fosse il lavoro più bello del mondo. Ora posso finalmente dire di aver realizzato il mio sogno grazie a Teach for Bulgaria. Ho insegnato in un Istituto Comprensivo di elementari e medie a Pasarel, un villaggio da cartolina nella periferia di Sofia. Oltre all’opportunità di insegnare a questi bambini fantastici per ben due anni, sono anche riuscità a prendere l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese e ho ricevuto un sostegno costante da parte di Teach for Bulgaria, dal punto di vista professionale, pratico e psicologico, attraverso una serie di seminari, workshop, incontri individuali e di gruppo con i miei mentor e i miei colleghi, per non parlare delle 8 settimane di formazione all’Accademia estiva e alla Scuola estiva.

Insegnare per me è stato qualcosa di totalmente nuovo eppure familiare.

Nuovo perché mi ero appena laureata e all’improvviso mi sono ritrovata con tante nuove responsabilità. Dovevo essere un leader. Dovevo essere un punto di riferimento non solo per i miei studenti, ma anche per le loro famiglie, per i miei colleghi e per tutta la scuola. Poi perché non sapevo che insegnare sarebbe stato un lavoro h24.  Quando inizi a lavorare con i bambini, per loro non sei solo un’insegnante, ma anche una mamma, un papà, un fratello, una sorella e un amico allo stesso tempo. E inoltre, quando ti prepari per le lezioni sviluppi una quantità incredibile di abilità trasversali: gli insegnanti sanno essere pittori, cantanti, psicologi, attori, intrattenitori, designer e molto altro ancora!

Familiare perché ho legato subito con i miei bimbi e con i miei colleghi, che erano sempre pronti ad aiutare senza neanche bisogno di chiedere. Negli ultimi due anni la mia scuola è diventata la mia seconda casa; mi sentivo così a mio agio che ora mi manca tantissimo.

Sarò sincera, non è stato un percorso facile: ho dovuto superare tanti ostacoli dal processo di selezione fino alla campanella dell’ultimo giorno di scuola. Eppure non ci penserei due volte e rifarei tutto da capo anche subito, perché sono stati due anni intensissimi e pieni di emozioni. Spero che i miei alunni abbiano imparato da me almeno un briciolo di tutto quel che ho imparato io da loro. Hanno capito che l’inglese non è solo una materia dell’orario scolastico, ma è anche uno strumento potentissimo per esplorare il mondo in tutta la sua diversità, viaggiare e farsi nuovi amici. Non avevamo la possibilità di prendere un aereo e andare dall’altra parte del mondo, e così abbiamo fatto entrare il mondo nelle nostre aule. Sono venuti a trovarci amici da tutto il mondo, ci hanno raccontato dei loro paesi e delle loro culture e hanno risposto a tutte le nostre domande. Ci siamo anche scambiati lettere e bigliettini con altri ragazzi di scuole italiane. Abbiamo imparato attraverso il gioco, abbiamo corso, ci siamo divertiti insieme.

Ovviamente ho fatto tanti errori, ma ho imparato tanto e ho sempre aggiustato la mira. Nella vita niente va secondo i piani e magari la cosa ti fa sentire frustrato e stanco di provare. Ma credimi, il sorriso di un bambino, un abbraccio, un disegnino o una parola dolce può cambiare completamente la tua giornata. Ed è questo il bello della vita. Ti sorprende sempre.

Come è capitato a me, in fondo. Qualche anno fa non mi sarei mai immaginata di trovare il lavoro dei miei sogni in Bulgaria, di imparare il bulgaro e di trovare persone così straordinarie. Tra l’altro ora ho appena iniziato la mia nuova avventura. Sono tornata in Italia e ho iniziato la laurea magistrale in Italiano per l’Insegnamento a Stranieri e non vedo l’ora di tornare a insegnare.

È un onore per me poter condividere la mia esperienza e contribuire nel mio piccolo a Teach for Italy. Sono sicura che sarà un’opportunità straordinaria per tanti giovani italiani di talento. 

Gli insegnanti cambiano il mondo un bambino alla volta.